Incontri

Il festival delle lettere con Luca Carminati

“Chi più in alto sale, più lontano vede;
chi più lontano vede, più a lungo sogna.”

Vorremmo cominciare con questa frase, dello scalatore Walter Bonatti che è riportata sulla nostra campana, per ricordare il primo compleanno del nostro club.

Siamo giunti, infatti all’ultimo appuntamento dell’anno rotariano 2016-2017.

È stato un anno ricco di gioie ed emozioni, con qualche timore e alcune incertezze, ma abbiamo comunque cercato di fare del nostro meglio per costruire qualcosa di concreto e duraturo, mettendo sempre il “servizio al di sopra di ogni interesse personale”.

Per concludere il nostro primo anno di incontri, abbiamo invitato come relatore un amico, Luca Carminati.

Per chi non lo conoscesse già, Luca è past president del Rotary Club Bergamo Ovest, titolare di una nota agenzia di marketing di Milano e fondatore del Festival delle Lettere.

Il relatore comincia distribuendo fra gli ospiti presenti, un foglio di carta e una penna.

Tutti si domandano, con un po’ di timore, a cosa servano, ma Luca mette tutti a proprio agio, raccontando come ha preso forma questa iniziativa.

Il Festival delle Lettere è nato tredici anni fa da una condizione emotiva del relatore, legata alla perdita del padre, con il quale aveva un rapporto molto profondo e speciale.

Le emozioni erano così forti che Luca si domandava come potesse farle uscire, esprimendo tutto ciò che provava. Ma si domandò anche se era ancora in grado di scriverle, di comunicarle sulla carta, per lasciare un segno tangibile di quel particolare momento.

Nasce così, da quel dolore, da quello stato d’animo il Festival delle Lettere.

Con Festival delle Lettere, s’intende un concorso di lettere scritte a penna, un festival delle emozioni, che celebra la scrittura epistolare.

È la prima e più grande manifestazione italiana dedicata alla scrittura in carta, penna e francobollo.

Il concorso prevede l’emissione di un bando, valido da dicembre a giugno, con un tema che caratterizza l’edizione ed è rinnovato ogni anno.

Viene data la massima libertà di interpretazione sul tema, per dar modo a chi scrive, di sviscerare le proprie emozioni ed interpretarle pienamente e profondamente.

Al Festival delle lettere possono partecipare tutti, uomini, donne e bambini dai 5 ai 95 anni di età, solo per citare le età del più giovane e del più anziano partecipante.

Luca ci racconta che non avrebbe mai pensato che, nell’era degli SMS e delle e-mail, il piacere della scrittura con i suoi tempi lenti, potesse avere così tanto successo.

Eppure la lettera scritta conserva il suo fascino che va al di là delle mode e del tempo.

In dodici anni hanno raccolto più di ventiquattromila lettere scritte rigorosamente a mano che, una giuria di esperti (giornalisti, psicologi, calligrafi, illustratori, scrittori, editori ecc.) seleziona, premiando quelle che hanno saputo emozionare di più.

Le lettere più belle e coinvolgenti, vengono lette ed interpretate da attori professionisti durante la cerimonia di premiazione, diventando così una vera e propria bomba emozionale.

Ma c’è molto di più: infatti, tutte le altre lettere vengono divise, selezionate per categoria per prendere nuova vita.

Vi sono alcune volte in cui si scrive una lettera per raccontare semplicemente un fatto di vita che viene però interpretato in chiave ironica da chi legge, anche se non era nell’intento dello scrittore.

Nascono così le Lettere Comiche e le più belle diventano la sceneggiatura di spettacoli teatrali. Altre, invece, prendono vita sotto forma di vignette.

Poi vi sono le letterine dei bambini under 14, attorno al quale è nato il Festival delle letterine; infatti i bambini e i ragazzi sono tra i partecipanti più attivi, nonché fonte inesauribile di emozioni autentiche.

Per i giovanissimi vengono organizzati laboratori creativi che hanno lo scopo di diffondere l’uso della lettera come strumento espressivo. Le più belle diventano brevi cartoni animati, musiche ecc.

Poi c’è la categoria delle Writing the Distance, ossia le lettere scritte a distanza. Esse hanno lo scopo di riempire ogni forma di distanza fisica, culturale o sociale.

Poi vi sono le Lettere del carcere, Lettere vien mangiando, Lettere alla vita, Lettere a tema libero, Lettera a un Artista, Lettera dal Cassetto e molto altro ancora.

Un progetto al quale Luca e i suoi collaboratori stanno ancora lavorando è quello che riguarda la categoria delle Lettere dal Cassetto.

È la categoria che riguarda tutte le vecchie lettere dimenticate nel fondo di un cassetto o gelosamente custodite in attesa di una occasione per emozionare nuovamente.

Sono davvero numerosi i tesori che molti di noi custodiscono in casa.

Gli ideatori del Festival, vorrebbero raccogliere tutti questi patrimoni epistolari nella Casa delle Lettere, un luogo in cui le lettere appartenute ai nostri avi, possano continuare a vivere ed essere consultate dalle generazioni future.

Un altro progetto che merita attenzione è quello delle Buste Dipinte. Questo progetto ha l’obiettivo di trasformare delle semplici buste bianche in veri e propri dipinti, opere esclusive realizzate da artisti che, con lo stesso principio che caratterizza il festival, danno libero sfogo alla propria arte e alle proprie emozioni.

Queste buste sono poi esposte e messe in vendita e il ricavato viene donato ad un’associazione non-profit.

Sono ancora tantissime le iniziative nate attorno al Festival delle lettere, ma il tempo è tiranno.

La serata è stata così piacevole e ricca di emozioni che chiediamo al relatore di tenerci informati sui vari eventi in programma.

Abbiamo riscoperto il fascino che esercita il piacere della scrittura, pur sapendo che una LETTERA TI METTE A NUDO e chissà mai che qualcuno di noi voglia partecipare al concorso del Festival delle Lettere, il festival delle emozioni.